Misurare la sostenibilità!
La sostenibilità è un approccio di filiera: ciascuna azienda produce direttamente solo una quota parte degli impatti ambientali e la restante parte è il risultato delle attività degli attori della supply chain e della value chain. Le Aziende investono per produrre prodotti sostenibili, con positivi ritorni, certamente di immagine, ma anche sui bilanci di sostenibilità.
Come valorizzare questi investimenti anche nelle relazioni commerciali?
E soprattutto: è possibile misurare la componente di sostenibilità dei prodotti?
Quali KPI green è possibile inserire nella trattativa commerciale?
Risponde a questa sfida GS1 Italy, che in ambito ECR presenta un nuovo approccio alla sostenibilità basato su evidenze scientifiche, condiviso e a favore di tutta la filiera del Largo Consumo al fine di identificare gli elementi che generano maggiori ricadute negative sull’ambiente lungo le diverse fasi del ciclo di vita dei prodotti, comprendere le azioni di miglioramento da perseguire in ottica di filiera per ridurre gli impatti ambientali delle diverse categorie di prodotto e integrare queste evidenze nel dialogo tra Industria e Distribuzione. Il progetto di GS1 prevede 29 categorie di prodotto diverse del Largo Consumo Confezionato per ciascuna delle quali vengono tracciate le fasi del ciclo di vita più rilevanti dall’approvvigionamento delle materie prime al packaging, alla distribuzione sino ad arrivare al fine vita di un prodotto.
L’analisi per categoria è importante perché non tutte le categorie hanno la stessa “capacità” di impatto ambientale. Infatti, nel mondo Food il maggiore impatto ambientale è generato dai consumi di carni (38%) e di Latte e Formaggi (17%); i prodotti per la cura della persona e per la cura della casa contribuiscono per il 34% del totale e quelli in carta (igienico sanitari e usa e getta) per il 7%. Inoltre, ogni categoria richiede l’utilizzo di KPI green specifici (es: nel caso dei prodotti Ittici, per ridurre l’impatto ambientale si richiedono interventi per la sostituzione delle farine nella produzione dei mangimi con proteine vegetali) E ancora: utilizzo 100% materie prime italiane, tutela della biodiversità, materiali riciclabili e/o provenienti da fonti gestite in modo responsabile, riduzione della quantità di packaging, revisione del parco fornitori in funzione del rispetto del ridotto impatto ambientale (processi e distanza dai siti produttivi) tutte variabili monitorabili che possono “valorizzare” l’offerta presente a scaffale. Ecco, allora si può!
La sostenibilità si può misurare e … sì, si può tradurre in strategie di marketing/trade marketing e integrarla in piani d’azione congiunti efficaci all’interno del processo di Category Management Omnichannel che porti benessere e valore per tutti!