Il consumatore cambia e si modificano le sue abitudini e le scelte d’acquisto.
Lo shopper è sempre più multicanale (il consumatore frequenta mediamente 9 insegne), tende sempre più a frammentare le spesa, aumenta la frequenza d’acquisto e nel contempo riduce le unità per atto d’acquisto.
Si evolve anche il mix dei prodotti inseriti nel basket di spesa con la ricerca sempre più spinta di gratificazione in chiave salutistica sia nel Food che nel Personal Care.
A questo quadro si aggiunge anche la dimensione geografica (crescita dell’LCC guidato dal Sud – +5,1%, dato NIQ), territoriale (le vendite crescono particolarmente nei comuni ad alta densità) e socio-demografica che influenza gli acquisti e rende necessario ripensare gli assortimenti anche per cluster geografici o sociodemografici della clientela.
In questo contesto di profondi cambiamenti, i prodotti a scaffale proliferano e, in molti casi, non seguono l’evoluzione della domanda creando quindi inefficienze per Industria e Distribuzione (crescono gli assortimenti e si riduce la loro efficacia).
Ecco perché diventa necessario ripensare alla composizione dell’offerta ed utilizzare la leva assortimentale come competenza distintiva sulla quale Industria e Distribuzione possono puntare per differenziarsi e rispondere alle richieste del consumatore di oggi.
Il Brand Portfolio Management di Risorsa consente di individuare assortimenti differenziati per insegne/cluster geografici e socio-demografici, definire dei KPI, misurarli e supportare la listing evaluation.
Si tratta di uno strumento potente che consente di veicolare al meglio le risorse aziendali, di ottimizzare le strategie di vendita selezionando i prodotti in base alle performance, margini, posizionamento di prezzo, attività promozionali …
In un contesto di mercato così complesso, il BPM diventa un facilitatore di gestione del business indispensabile!