Quando un’azienda di largo consumo valuta l’adozione di strumenti di intelligenza artificiale nei propri processi commerciali, la domanda che dovrebbe precedere qualsiasi valutazione funzionale è: “dove va il dato, chi lo utilizza e per quali finalità?”. Prezzi negoziati, condizioni contrattuali, volumi di vendita per cliente, piani promozionali, marginalità per canale: sono informazioni che rappresentano il patrimonio competitivo di un’azienda, spesso più sensibili di quanto si sia portati a considerare quando si valuta l’adozione di un nuovo strumento.
Il rischio nascosto negli strumenti AI generici
I principi che guidano l'approccio di Risorsa
– Applicativi proprietari su motori AI controllati: gli strumenti sviluppati da Risorsa integrano motori di intelligenza artificiale all’interno di applicativi proprietari, con architetture che mantengono il controllo sul flusso del dato, evitando l’esposizione diretta e non regolamentata verso servizi terzi generalisti.
– Nessun utilizzo del dato cliente per il training di modelli esterni i dati trasmessi ai motori AI nell’ambito dei processi commerciali non vengono utilizzati per addestrare modelli generici accessibili ad altri utilizzatori, attraverso condizioni contrattuali specifiche con i fornitori tecnologici coinvolti.
– Segregazione rigorosa tra clienti: l’architettura applicativa garantisce che i dati di ciascuna azienda cliente restino isolati, senza commistioni nei processi di elaborazione o negli esiti degli algoritmi.
– Minimizzazione del dato trattato: agli algoritmi vengono trasmesse solo le informazioni strettamente necessarie all’elaborazione richiesta, riducendo la superficie di esposizione del dato sensibile.
– Controllo umano sul risultato: ogni output generato dall’intelligenza artificiale resta verificabile e modificabile dall’utente, in coerenza con le policy di governance interne di ciascuna azienda.